Eravamo in un Kebab
con a muro un pianoforte
Io suonavo musiche di Izmir
tu danzavi e scartavi le cipolle
mentre l'arabo le affettava
trattenendo le lacrime agli occhi
con una maschera da Sub

E' tempo di mettersi in ascolto
E' tempo di fare silenzio dentro di se
E' tempo di essere mobili e leggeri
di alleggerirsi per mettersi in cammino
E' tempo di convivere con le macerie e
l'orrore, per trovare un senso
Tra non molto, anche i mediocri lo diranno
Ma io parlo di strade più impervie
di impegni più rischiosi
di atti meditati in solitudine
L'unica morale possibile
è quella che puoi trovare, giorno per giorno
nel tuo luogo aperto-appartato
Che senso ha se tu solo ti salvi
Bisogna poter contemplare
ma essere anche in viaggio
Bisogna essere attenti
mobili
spregiudicati e ispirati
Un nomadismo
una condizione
un'avventura
un processo di liberazione
una fatica
un dolore
per comunicare tra le macerie
Bisogna usare tutti i mezzi disponibili
per trovare la morale profonda
della propria arte
Luoghi visibili
e luoghi invisibili
luoghi reali
e luoghi immaginari
popoleranno il nostro cammino
Ma la merce è merce
e la sua legge sarà
sempre pronta a cancellare
il lavoro di
chi ha trovato radici e
guarda lontano
Il passato e il futuro
non esistono nell'eterno presente
del consumo
Questo è uno degli orrori
con il quale da tempo conviviamo
e al quale non abbiamo ancora
dato una risposta adeguata.
Bisogna liberarsi dall'oppressione
e riconciliarsi con il mistero
Due sono le strade da percorrere
due sono le forze da far coesistere
La politica da sola è cieca
Il mistero, che è muto
da solo diventa sordo
Un'arte clandestina
per mantenersi aperti
essere in viaggio ma
lasciare tracce
edificare luoghi
unirsi a viaggiatori inquieti.
E se a qualcuno verrà in mente
un giorno, di fare la mappa
di questo itinerario
di ripercorrere i luoghi
di esaminare le tracce
mi auguro che sarà solo
per trovare un nuovo inizio
E' tempo che esca dal tempo astratto
del mercato, per ricostruire il tempo umano dell'espressione necessaria
Bisogna inventare
Una stalla può diventare
un tempio e
restare magnificamente una stalla
Ne' un Dio
ne' un'idea
potranno salvarci
ma solo una relazione vitale
Ci vuole
un altro sguardo
per dare senso a ciò
che barbaramente muore ogni giorno
omologandosi
E' come dice un maestro
"tutto ricordare e tutto dimenticare".

Antonio Neiwiller

Scritti

Sono andato al crocevia,
sono caduto in ginocchio
Ho chiesto al Signore lassù
"Abbi pietà risparmia il povero Bob, ti prego".
Me ne stavo al crocevia
cercando qualcuno che mi desse un passaggio
Sembra che nessuno mi riconosca
tutti mi passano davanti
Il sole sta calando, gente
il buio mi sorprenderà qui
senza una dolce donnina piena d'amore
che comprenda la mia angoscia.
Puoi correre a dire al mio amico
il povero Willi Brown
che me ne resto al crocevia
credo che non resisterò a lungo

Crossroads Blues
Robert Johnson

Scritti
 

 

   
Questo è un buongiorno
di petali e miele
calze da clown
fin sopra i ginocchi
E addosso più niente
soltanto dei film
luce di cera
parole al vin cotto
Questo è un buongiorno
di fiori nel miele
sorrisi in autunno
che ancora non so...

Venezia, per ragion di camminare, per i tacchi e l'eco delle pietre ai muri…


.Il traghettator offre il braccio per scendere e salire...non si cruccia e più non dimanda…sorregge e ci protegge dall'umido spettro... I piccioni non ce la fan più, esausti dalle spalle attaccapiume dei turisti, chiedono una pensione privata e una cospicua liquidazione in caso di momentanea o permanente invalidità. Le barchette a remi sbuffano al passar dei motori si gonfiano e poi, meschine, si fan piccole e si lamentano anche quando il rumore è ormai lontano. Le maschere invece han perso la faccia…causa l' avidità dei venditor…Il ponte dei Sospiri…ansima…chiede erba medica da fumare mentre il ciabattino in ginocchio implora pietà a quello degli Scalzi...S Maria Formosa…perde in sinuosità, Campo San Tommaso non crede a quello dei Miracoli… In campo San Polo i mahori giocano a squash, Le fondamenta con l acqua alta attentano i fondamentalisti...!!! Due rabbini nel ghetto ballano la break dance Io son senza permesso per suonare, Billie Holiday amava le gardenie…e tu……quante gonne hai?..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Otto volte ho chiuso gli occhi
otto volte li ho aperti
intanto la matita scorreva
a volte felice a volte pensosa
Ogni apertura mi offriva un ordine diverso
e subito dopo l'immediato disordine
Un segno me ne suggeriva un altro
dei graffi, un colore
Niente mi affascina di più che la tensione
che si crea tra equilibrio e squilibrio
tra ordine e disordine
Molte volte mi basta solo il segno
altre volte il colore ci vuole
Io vorrei dipingere suonare e recitare
contemporaneamente
Tutti i tempi musicali mi suggeriscono
una composizione.
Non lo so se si può vivere
dipingendo tanghi
m
a l'istinto che mi lega alla musica
è lo stesso che mi unisce alla pittura
e al teatro
La teoria è tutta in questo rapporto
io vorrei espandermi
e un bel giorno sparire
Ma tutto a suo tempo
tanto gli ultimi saranno i primi
e i primi gli ultimi
I modi resteranno i modi
e un virus è un virus

Antonio Neiwiller

 

 
Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

Ballata delle donne, Edoardo Sanguineti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mirabile visione a Malamocco

il vento al tuo incedere

da bora si fa scirocco